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Calendario Venatorio dellĀ“Umbria 2014 - 2015
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Le deroghe e le sanzioni

Il lavoro di indagine sullo status dello Storno condotto dalla Provincia di Perugia attraverso il monitoraggio dei siti di nidificazione in periodo riproduttivo e dei nuclei svernanti ha consentito di inoltrare all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) una corposa relazione corredata di informazioni tecniche e cartografiche a sostegno della richiesta di parere per l’attivazione della DEROGA alla Direttiva 2009/147/CE.
 
Il parere favorevole espresso dall’Istituto, che ha disposto delle prescrizioni imposte dalla stessa Direttiva, ha consentito alla Provincia di Perugia di autorizzare interventi di prelievo della specie per salvaguardare le coltivazioni di ciliegie nella tarda primavera, le uve precoci nel periodo estivo e le uve da vino, gli oliveti e i frutteti durante la maturazione fino al 15 dicembre.
L’applicazione delle prescrizioni indicate dall’ISPRA hanno messo la Provincia di Perugia nelle condizioni di dare risposte al mondo agricolo e venatorio rispettando puntualmente quanto stabilito dalla Direttiva Comunitaria nell’applicazione delle Deroghe.

La Provincia di Perugia ci riferisce il Presidente Marco Vinicio Guasticchi, ha condotto anche una approfondita indagine sullo status della specie Fringuello coinvolgendo con grande successo i  cacciatori titolari di Appostamento Fisso (circa 1.500) per il monitoraggio del contingente invernale presente nella nostra Provincia, per l’applicazione della cosi detta lettera “c” della Direttiva che prevede  la determinazione della “piccola quantità” a cura dell’ISPRA; detto Istituto, nonostante la corposa relazione inviata,  ha dato parere negativo in quanto i dati di limitati territori come la Provincia non sono sufficienti a determinare tale parametro.

Nonostante le sollecitazioni di alcune Associazioni Venatorie la Provincia di Perugia non ha seguito il percorso Amministrativo scelto da altre realtà nazionali, ha rispettato il parere negativo dell’ISPRA, ha preferito non incorrere in eventuali sanzioni che alla fine sarebbero state a carico di tutta la collettività, ma ha continuato il lavoro di indagine sulla popolazione mettendoli a disposizione sia dell’Osservatorio Faunistico Regionale che dell’ISPRA stesso.

NOTIZIE AGGIUNTIVE
Da alcuni anni nel territorio della  Provincia di Perugia viene registrata una diffusa colonizzazione della specie Storno (Sturnus vulgaris) sia della componente nidificante che di quella migratoria, determinando, a partire dai primi di Luglio, un diffuso allarme tra gli agricoltori a causa del pressante attacco a tutte le coltivazioni di frutta, vigneti e qualsiasi prodotto che va a maturazione in questo periodo, fino a registrare attacchi di questa specie, alle  coltivazioni di  pomodori.

Particolarmente preoccupante è l’impatto della specie sulle produzioni vitivinicole pregiate presenti nella nostra Provincia e sui frutteti, ma altamente  insidioso risulta l’attacco di questa specie a piccole coltivazioni, orti, piante da frutto a uso familiare, dove la denuncia non arriva nemmeno agli organi competenti, mentre è elevata la protesta.

L’elenco delle aziende che segnalano il grave problema causato dalla specie Storno è pressoché costante, circa 250 aziende, con circa 1.200 ettari di vigneto interessati  con un danno potenziale stimato intorno ai 3,5 milioni di Euro.

In Umbria  le aziende agricole  che coltivano la vite ammontano a n°  23.950, molte delle quali DOC, interessando una superficie di 14.461 ettari, mentre ammontano a n° 31.592 le aziende agricole che coltivano l’olivo per una estensione di Ha 31.692 e i fruttiferi coprono una superficie di Ha 2.895, diffusi su 4.503 (dati ISTAT);

I due terzi di tali aziende agricole ricadono in provincia di Perugia.

Nel 2011 la Provincia di Perugia ha autorizzato con parere favorevole dell’ISPRA il prelievo dello Storno su alcune aziende agricole per la salvaguardia delle coltivazioni di ciliegie, circa 50 aziende per prevenire i danni ai vigneti e circa 20 aziende con problemi agli oliveti.
Dal primo Settembre al 15 dicembre è stato possibile autorizzare la deroga ai cacciatori interessati, assegnando 30 capi da abbattere a testa con un limite giornaliero di 5 capi, applicando un sistema di monitoraggio e controllo periodico predeterminato al fine di evitare di superare il contingente totale autorizzato.




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